sabato 7 marzo 2009

venerdì 6 marzo 2009

Pensiero di un'amica poetessa

Quella che troverete qui di seguito è una poesia che ha scritto la mia amica Maria Grazia, ispirandosi ai miei lavori. Ho trovato molto bello il suo pensiero e sono contenta di condividerlo con i lettori del mio blog.

ACQUERELLI

Le pareti eran
vuote, bianche
forse solo stanche.
Lentamente mi son stesa,
e come barca alla deriva
flagellata dalle onde,
ho desistito.

Il cuore,
abbandonato su di
un tavolo in marmo.
I capelli,
inutilmente lucenti,
stesi ad asciugare
al sole.

Passeggiavo curiosa
nei tuoi quadri,
annusando le mie dita
intrise nel blu.
I tulipani
già stavano in fila
bisbigliando
altezzosi.
Mentre il bosco
riprendendo le sue foglie,
sbocciava all'unisono
un ringhioso boato.

Smisurate orchidee
sfoggiavano
azzardati decolté
a ciliegie appiccicose
d'api ubriache.

Ed io stavo lì,
attenta a non
liquefarmi.
Aspettando te,
il tuo calore
la tua allegria.

Senza farmi spostare
dal vento.
Sorda a ogni
blandizia.

Nell'attesa che
il tuo corpo si
scambiasse con il mio.
I tuoi capelli sulla
mia fronte,
i miei occhi sul
tuo viso.
Un solo respiro
ed un
unico battito.

E poi, d'improvviso
ecco il mare.
Azzurro come
non mai.

di Maria Grazia Casagrande

venerdì 13 febbraio 2009

Pensieri

“Ciliegio in fiore” nasce dall’elaborazione di un’immagine che forse qualche attento osservatore riconoscerà: si tratta della stessa immagine a cui mi sono ispirata per “Notturno”, una delle mie prime tele e in assoluto la più piccola che ho realizzato finora. Appunto per la modesta dimensione del mio primo lavoro ero disposta a ripropormi di lavorare sopra lo stesso tema e dopo un anno è arrivata l’occasione giusta. Ho deciso, questa volta, di offrire una visone diurna, illuminata e gioiosa dei fiori di ciliegio che avevo già rappresentato con sole tonalità di azzurro. Il “taglio” del quadro è in diagonale per accentuarne il dinamismo. Passando dalle piccole dimensioni di “Notturno” a quelle più impegnative di “Ciliegio in fiore” mi sono accorta della marea di dettagli che potevo rappresentare (nella prima versione avevo semplificato e stilizzato l’insieme) e si è rivelato un lavoro molto impegnativo, ma gratificante. Il risultato finale è molto diverso da “Notturno”, i colori sono brillanti, più naturalistici e la composizione risulta più complessa, ma devo dire che anche il mio piccolo lavoro, riguardandolo attentamente dopo un anno, non mi spiace affatto. Trovo che molta della forza di “Ciliegio in fiore” derivi dallo sfondo, il blu che ho dato per ultimo ha per contrasto acceso molto i petali e gli stami dei fiori, illuminando l’insieme. Aggiungo, per chi avesse la curiosità, la foto che confronta i due lavori “fratelli”.

Ciliegio in fiore


Ciliegio in fiore, 2009, Acrilico su tela, 70x100

mercoledì 21 gennaio 2009

domenica 21 dicembre 2008

Pensieri

“Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui è beatamente piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede di dover obbedire.
Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All’opposto di quelle dell’arte che, per parer vere, hanno bisogno di essere verosimili.”

Luigi Pirandello, Avvertenza sugli scrupoli della fantasia
(postfazione a “Il fu Mattia Pascal”)


Oggi aggiungo al blog l’immagine del mio ultimo quadro. Potete notare che ho momentaneamente interrotto la serie dei fiori, per dedicarmi prima a “Autunno” e ora a questo nuovo paesaggio. L’idea per “Crepuscolo” mi girava in testa da tanto, da quando ho finito “Cielo stellato”. Ho sempre pensato che quella tela avesse bisogno di una compagna e che si potesse rafforzare stando accanto a un quadro di tema analogo. Non ho voluto dipingerlo subito per evitare ripetizioni e ora sono contenta di aver aspettato tanto. Li guardo vicini (per ora sono nel mio ingresso, appesi uno sopra l’altro): hanno le stesse dimensioni, colori e composizioni molto diversi ma si completano l’un l’altro. Eppure sono così differenti! “Cielo Stellato” è assolutamente fantastico, è un paesaggio totalmente immaginario, esistito solo nella mia mente prima che sulla tela, mentre l’idea di “Crepuscolo” nasce da un paesaggio reale, rielaborato certo, ma pur sempre con delle radici concrete. “Cielo stellato” l’ho dipinto di getto, a caldo, riprendendo in mano i pennelli dopo un certo tempo, in modo quasi istintivo, mentre “Crepuscolo” nasce da un soggetto naturale, studiato e rielaborato, in cui ogni sfumatura è stata calibrata, c’è molta riflessione dietro.
A vederli accanto una cosa mi colpisce moltissimo. Il quadro nato dalla mia fantasia sembra molto più vicino alla realtà di quello nato dalla rielaborazione di un dato reale. A volte, come direbbe Pirandello, la realtà riesce a essere molto meno verosimile dei sogni.

La nascita di "Crepuscolo"

“Crepuscolo” è una tela che nasce da un piccolo bozzetto preso dal vivo (en plein air, verrebbe da dire) durante un'escursione estiva, colorato a matita in un secondo momento. Il posto ha attirato la mia attenzione perchè offriva una visione di un panorama bucolico che si estendeva a perdita d'occhio, lasciando un senso di sospensione nel tempo, accentuato da una totale assenza di suoni che ne esaltava l'effetto. Non saprei dire se questa sensazione è durata una manciata di secondi o ... un'eternità.
Da questo primo bozzetto, andato perduto, ho tratto un secondo schizzo che presenta già le prime rielaborazioni: interventi a pennarello nero, che hanno la funzione di sintetizzare e sottolineare le linee di costruzione o di sintesi di alcuni particolari. In oltre i colori cominciano a perdere aderenza dalla realtà.
Il disegno di cui parlo è riprodotto qui sotto.



Quell’immagine mi è girata per la testa a lungo, ma non ero soddisfatta del risultato ottenuto, così ho deciso di ridisegnarla su un mio quaderno sintetizzandone ulteriormente le forme e stravolgendone i colori. Per fare questa operazione sono partita dalla traccia del disegno precedente (come si può facilmente osservare dall'immagine) e ho cercato di cogliere gli elementi essenziali che costituivano questa composizione.

Il risultato è la seconda immagine che vedete.







Infine in un terzo momento, trascorsi un po’ di mesi, mi sono messa all’opera e ho riportato quel paesaggio sulla tela, cercando di darle una maggiore continuità e coerenza compositiva, sia attraverso alcune modifiche di disegno, sia nella scelta dei colori. Il risultato è la mia ultima opera che, ho deciso di chiamare “Crepuscolo”, per sottolineare la "sensazione" particolare che inonda il quadro e trasfigura tutte le cose rapresentate, sospendendole nel tempo e dalla realtà.

Crepuscolo

Crepuscolo, 2008, Acrilico su tela, 50x60

lunedì 1 dicembre 2008

Il bosco che sale


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L’animazione che ho intitolato “Il bosco che sale” è costruita a partire dalla documentazione fotografica di alcuni momenti che hanno portato alla creazione di “Autunno”.

Autunno


Autunno, 2008, Acrilico su tela, 70x50
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